L’Epifania Olfattiva

La memoria involontaria scatenata dagli odori

Gli odori ci permettono di tornare indietro nel tempo, di risvegliare il nostro inconscio e di aprire la strada alla consapevolezza del nostro passato. Prendendo spunto dalle opere di importanti autori della letteratura straniera intraprendiamo una riflessione ofattiva profonda.


Autori come Proust nella sua opera “Alla ricerca del tempo perduto”, Suskind nel suo romanzo intitolato “Il profumo” o lo stesso Nietzsche il quale correlò l’olfatto all’ istintualità,  si sono occupati dei ricordi sprigionati da una percezione, da una sensazione  che  attiva nel nostro cervello un meccanismo capace di riportarci indietro nel tempo, una sorta di reazione a catena definita dai letterati col termine EPIFANIA.

Un’ epifania è un momento speciale in cui un qualsiasi oggetto della vita comune, una persona, un episodio, un odore diventa "rivelatore" del vero significato della vita a chi percepisce il loro valore simbolico.

Gli odori ed i sapori, trascendendo il tempo, ci proiettano in un passato avvolto spesso di nostalgia. Ed ecco che sentiamo il profumo di persone care che non ci sono più, assaporiamo ingredienti dell’infanzia e rimpiangiamo lo scorrere del tempo.

L’odore-ricordo si impossessa in maniera irriverente della nostra concentrazione. Forse proprio perché durante la nostra vita quotidiana è il senso meno ascoltato, si comporta come se fosse un  sottofondo silenzioso ai nostri stati d’animo, alle nostre giornate piene di rumori ed immagini i cui ricordi invece rimangono più vividi ed impressi.

Pensando ad alcuni esempi letterari, primo fra tutti viene in mente l’esempio della madeleine di Proust, in cui il narratore assaggiando una maddalenetta viene investito da un passato di cui non pensava di serbare alcun  ricordo.  Lì, certo, non si trattava di odore ma di sapore anche se, molto spesso, gusto e olfatto sono due sensi molto vicini e connessi tra loro.

La memoria olfattiva è ribelle e impertinente, ma sicuramente più precisa e puntigliosa di quella cosciente. Viene a galla quando vuole, ma quando emerge non sa mentire.

Fidarci di quegli attimi di epifania che Proust, Nietzsche, Suskind e mille altri ci raccontano è sicuramente un buon proposito. Rivivere un attimo di passato, sentirselo addosso in tutta la sua concretezza, cercare di tenerselo stretto fino a che, noncurante, all’improvviso scapperà, è un modo di riempire un istante con le impressioni raccolte in anni ed anni.

Il naso è una specie di macchina del tempo senza comandi, impossibile da accende o spegnere, impossibile da controllare.

                                   

A chi, tra voi lettori, non è mai capitato di essere trasportati indietro nel tempo sentendo un odore?

 

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